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Questa è una vecchia versione del documento!


Veglia Bosnia 2019

Tornati dalla Bosnia abbiamo pensato che fosse necessario raccontare ciò che avevamo visto e vissuto in modo tale da far conoscere agli altri una realtà diversa dalla nostra.
Abbiamo deciso di concentrarci sulla narrazione e interpretazione delle testimonianze che abbiamo personalmente raccolto, in quanto ci sembrava il mezzo più adeguato per raccontare la storia di un paese così segnato da vicende troppo poco conosciute ma così vicine a noi.

Come ci siamo organizzati?
Dopo esserci divisi in pattuglie, abbiamo iniziato a lavorare insieme per strutturare una veglia, poi condivisa con il pubblico il 1 Dicembre 2019.
Sei di noi si sono impegnati ad interpretare le testimonianze, mentre il resto del Clan si è occupato della stampa del volantino d’invito, della sceneggiatura, della creazione di un video introduttivo a tema storico, dei contenuti multimediali e della preparazione del cibo tipico bosniaco, servito come rinfresco finale.

Di che cosa trattavano le testimonianze?
Le testimonianze erano interpretate in prima persona e raccontavano le storie delle persone che abbiamo incontrato.
In particolare:
-Giovanni Mezzavilla interpretava un soldato serbo orgoglioso della propria nazionalità
-Gioele Martin interpretava un uomo di mezza età che aveva perso il padre e il fratello durante la guerra e che viveva vicino al “lago rosso” ( rosso a causa della bauxite)
-Lorenzo Coracin interpretava una giovane madre tornata in Bosnia dalla Germania e con la paura che i figli potessero vivere l’esperienza di una guerra simile a quella da lei vissuta
-Marta Visentin interpretava il gestore del museo del memoriale di Srebrenica
-Silvia Conte interpretava una donna anziana scappata da giovane in Australia con i figli, che durante la guerra aveva perso il padre e il marito
-Giulia Massaro interpretava una donna anziana ancora profondamente segnata dalle atrocità della guerra

Come era strutturata la veglia?
Abbiamo usufruito dell’oratorio del Duomo dividendoci in quattro stanze, delle quali tre erano allestite per la recitazione (con immagini, luci, accessori …) mentre la quarta era destinata ai momenti di introduzione iniziale e finale.
Il pubblico è stato accolto nella quarta sala dove ha assistito al video sulla storia della guerra in Bosnia.
Successivamente è stato diviso in tre gruppi in modo tale che ognuno di questi venisse accompagnato in una delle altre tre stanze. All’interno di ciascuna si assisteva a due testimonianze differenti, al termine delle quali risuonava il canto del Muezzin che scandiva la rotazione dei gruppi nelle tre stanze.
Al termine, quando tutti i gruppi avevano assistito alle sei testimonianze, il pubblico è stato riunito nella sala iniziale dove sono state proiettate le foto fatte dal Clan del campo in Bosnia.
Poi è stato chiesto al pubblico di scrivere su dei cartelloni rispondendo alle seguenti domande:
-quale storia ti ha colpito di più?
-cos’è per te l’accoglienza e quanta importanza le dai?
-che effetto fa sapere che cosa è successo in luoghi così vicini a noi?
-eravate a conoscenze dei fatti e delle tragedie avvenute in questi luoghi?
Come momento finale di condivisione, è stato servito un rinfresco con baklava e burek, accompagnati da un sottofondo di musica bosniaca.

Come riteniamo che sia andata la veglia?
Crediamo di essere riusciti a trasmettere in modo semplice ma efficace ciò che volevamo comunicare e ne abbiamo avuto la conferma dalle risposte sui cartelloni e dall’interesse del pubblico, più numeroso di quanto ci aspettassimo.

Volantino di partecipazione alla veglia:

Video introduttivo sulla storia della Bosnia:

Alcuni dei Video delle recite delle testimonianze:

veglia_di_clan_2019_treviso1.1591374924.txt.gz · Ultima modifica: 2020/06/05 16:35 da silvia

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